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martes, 5 de enero de 2010

NoBDay Bruxelles 4/12/09

INeeDRadio _ Reportage

On air_ dom 10/01 h 17.00 [ reply _ gio 14/01 h. 18.00; _ sab 16/01 h. 11 ]

www.ustream.tv/channel/ineedradio

NoBDay Bruxelles (4/11/09)

[ita]

Italians want to show that they disagree with their President Berlusconi and his undemocratic way of governing the country. In order to save their country, Berlusconi must resign.

A massive manifestation will take place in Rome on 5 December 2009 at 2 pm and in other European cities like Brussels. Join them for more democracy in Europe.

Il comitato “No Berlusconi Day”, nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di blogger democratici, indisse per il 5 dicembre 2009, a Roma, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Successivamente aderirono cosi tante persone che fu necessario espandere l' evento non solo ad altre città Italiane, ma anche, caso più unico che raro, a capitali dell' Unione Europea.

Vi raccontiamo cosa successe in quel di Bruxelles il 4 dicembre 09.

ILTESTO DELL’APPELLO

A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.

Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

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